DETTAGLI QUANTICI


Se questa è una scelta

17.08.2012 19:11

 

Marilena Parenti dice no ad un seggio in Parlamento: mi sono stupita dell’attenzione entusiasta e del taglio dato alla notizia dai media in generale.

Personalmente penso che chi viene eletto dal popolo dovrebbe accettare la sfida e il sacrificio che la carica conquistata comporta.

Quando è stata candidata, la signora Parenti ha chiesto un voto che, come mostrano i risultati ottenuti (è stata la prima dei non eletti nelle liste del Pd), in molti le hanno concesso.

Ora  “sceglie” che non le importa più, ma chi aveva creduto in lei e l’aveva votata cosa pensa?

Sorge il dubbio che la signora Parenti in realtà abbia rifiutato un’opportunità che, ormai, non risultava più molto appetibile: fra sei mesi circa sarebbe “tornata a casa” per la fine naturale della legislatura e avrebbe perso capra e cavoli!

Un impiego come manager all’Expedia a Londra non si butta dalla finestra anche se credo che, un’azienda che le ha concesso una promozione a gravidanza avanzata non le lascerà molto tempo libero dopo la nascita del bambino (probabilmente ne avrebbe avuto di più come parlamentare in Italia!).

La scelta è comunque legittima, ma bisogna dare la giusta prospettiva alle cose: l’alternativa, a mio parere, non è stata tra una figlia e la politica - questo è il taglio che è stato dato alla notizia - bensì tra un lavoro sicuro e prestigioso in Inghilterra e un impegno “traballante” in Italia.

Ed infine concludo: quante donne, tra coloro che l’avevano votata, hanno oggi la possibilità di scegliere tra due opportunità comunque prestigiose e quanto conta ancora il voto liberamente espresso dal popolo?

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